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Costumi Storici Donna del Medioevo

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Catia Mancini Dama medievale vestito (15)

Vestito per Rievocazioni del Medioevo Abito Teatrale N° R001

Euro 1490.00

Costume Rinascimentale del 1500 Vestito Teatrale e per Rievocazioni  N° R002

Euro 1999.00

Costume Rinascimentale del 1500 Vestito Teatrale e per Rievocazioni VIDEO N° R003

Euro 2499.00

Costume Teatro Medioevo abito per Rievocazioni medievali  N° R004

Euro 990.00

Abito Medievale Costume Storico  Donna nel Medioevo N° R005

Euro 1499.00

 
 
Vestito Donna del Medioevo

Costume Dama di Corte del  Mediioevo abito per Rievocazioni  N° R006

Euro 1990.00

Costume in velluto del Medioevale, con ciambella e velo. N° R007

Euro 1499.00

Costume per Rievocazioni del Medioevo Abito Teatrale N° R008

Euro 599.00

Abito Medievale Costume Storico e Donna del Medioevo 1500 N° R009

Euro 749.00

Costume del Medioevale, con ciambella e velo. N° R010

Euro 549.00

 
  

Medioevo donna, scollo e maniche rifinite N° R011

Euro 299.00

Costume Teatrale Medievale abito per Rievocazioni medievali  N° R012

Euro 299.00

Costume Dama di Corte del 1500 Medievale abito per Rievocazioni  N° R013

Euro 299.00

Costume Teatrale Medievale abito per Rievocazioni medievali  N° R014

Euro 999.00

Medievale Donna. corpetto operato in damasco. N° R015

Euro 549.00

 
  

Costume Femminile Medievale (12)

Abbigliamento medievale costume per Rievocazioni e cortei N° R016

Euro 429.00

 Costume per Rievocazioni del Medioevo N° R017

Euro 439.00

Costume 1300 Medievale abito per Rievocazioni  N° R018

Euro 499.00

Abbigliamento medievale costume per Rievocazioni e cortei. N° R019

Euro 599.00

Costume 1300 Medievale abito per Rievocazioni  N° R020

Euro 389.00

 
Vestito medioevale donna (7)

Costume per Rievocazioni del Medioevo 1300  N° R026

Euro 339.00

Costume con corpetto operato in velluto Medioevale.  N° R027

Euro 499.00

Costume in velluto del Medioevale, con ciambella e velo. N° R028

Euro 899.00

Costume Storico Dama Medievale, ricamato con perline per cortei . N°R029

Euro 689.00

Medievale fine 400, in damasco e broccato. N° R030

Euro 389.00

 

Costume Femminile Medievale (3)

Abito Medievale Costume Storico e Donna del Medioevo N° R031

Euro 399.00

Gotico italiano 1° metà 1400, in velluto pesante e damasco. N° R032

Euro 399.00

Dama apertura corteo.  Costumi per Rievocazioni del Medioevo.  N° R033

Euro 799.00

Costume Storico Abito d'Epoca per rievocazioni e cortei.  N° R034

Euro 299.00

Damasco e broccato, medioevo 1400 italiano. N° R035

Euro 399.00

 

vestitodonnamedioevo (12) vestito medioevale donna (12)

 Costume per Rievocazioni del Medioevo N° R046

Euro 349.00

Costume per Rievocazioni del Medioevo 1300 N° R047

Euro 349.00

 Costume per Rievocazioni del Medioevo  con ciambella. N° R048

Euro 499.00

Costume Storico, Abito d'Epoca,Medioevale 1400  N°R049

Euro 499.00

Abito Donna del Medioevo, con ciambella e velo. Epoca fine 1250. N° R050

Euro 249.00

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

   
     

 

 
 
 
     

 

 
         
 
 
     

 

 
         

Tutti gli articoli del nostro Atelier sono disponibili per spettacoli teatrali, rievocazioni e sfilate storiche, film, feste di carnevale e ogni tipo di occasione.

L’immagine della donna nel medioevo non è certo positiva, anzi, in questo periodo è stata dipinta come profondamente cattiva, dominata dal proprio sesso e perciò strettamente legata al peccato; un essere debole che deve essere necessariamente sottomesso all’uomo. Questa immagine è definita da chi detiene il monopolio del sapere e della cultura: gli uomini di chiesa. Sono i chierici che trasmettono le conoscenze, che fanno sapere al loro tempo che cosa bisogna pensare delle donne e come gestirle.
“ Maledetto sia questo sesso in cui non vi è né timore, né bontà, né amicizia e di cui bisogna diffidare più quando è amata che quando è odiata”.
Le uniche figure femminili che riescono a fuggire da questo stereotipo e ad essere considerate positivamente, almeno in parte, sono le vergini, le vedove e le donne sposate. Questo perché riescono a dominare la loro sessualità attraverso la pratica della castità.
Le vergini rinunciano alla loro sessualità completamente, grazie ad un a scelta volontaria e consapevole; le vedove possono rinunciarvi dopo la morte del marito; le donne sposate la limitano in funzione esclusiva della procreazione. Questa classificazione di fatto individua tre stadi di perfezione morale a cui le donne devono aspirare e perciò la maggioranza delle prediche e dei trattati  morali rivolti ad esse le classifica proprio in base alla castità.
Instabili, irrequiete nell’anima, curiose, spinte a cercare sempre qualche cosa di nuovo che le fa cedere agli impulsi e alle passioni, le donne vanno dunque custodite. Custodite si, ma da chi? Dagli uomini naturalmente, laici o chierici che siano, dividono con Dio questo difficile compito. Con il termine custodia si indica tutto ciò che si può e che si deve fare per educare le donne ai buoni costumi e per salvare la loro anima. Questa custodia si riflette in ogni aspetto della vita quotidiana femminile, in particolare tra il XII e il XV secolo sono numerosissimi i trattati e le prediche che cercano di regolare l’abbigliamento, il modo di mangiare, l’uso della parola e la gestualità.
La donna truccata e vestita in modo troppo curato privilegia l’esteriorità del suo corpo rispetto alla sua anima; i cibi e le bevande possono eccitarla e perciò vanno limitati, niente vino e niente cibi troppo caldi, ad esempio; i gesti devono essere strettamente controllati per non attirare l’attenzione, non si deve ridere ma sorridere senza mostrare i denti, non spalancare gli occhi ma tenerli socchiusi e rivolti verso il basso, piangere senza far rumore, non agitare le mani, camminare lentamente…
Ma per quanto siano controllate nel cibo, negli abiti e nei gesti, le donne parlano…Ebbene si, parlano e naturalmente parlano troppo e male. Secondo i predicatori dell’epoca mentono con abilità, sono insistenti e lamentose, litigano, si scambiano maldicenze e parlano inutilmente. Per mettere in evidenza questo difetto, in alcune prediche si sostiene che Cristo sarebbe apparso, dopo la resurrezione, alla Maddalena perché sapeva bene che, in quanto donna, avrebbe immediatamente diffuso la notizia. Anche il rapporto con la parola scritta è guardato con sospetto. Secondo Filippo da Novara la donna non deve imparare né a leggere né a scrivere, se non per diventare monaca, perché dal leggere e dallo scrivere delle donne sono derivati molti mali.
Sulle parole femminili incombe l’autorità di San Paolo che proibisce alla donna di insegnare (I Timoteo XIV, 12) e di parlare nelle assemblee (I Corinzi XIV, 34-35). Questi due passi sono stati usati, per lungo tempo, per giustificare il controllo sulla parola femminile. Le donne non entrano nei tribunali, non governano, non insegnano e non predicano. Le parole del potere, del giudizio e della cultura sono esclusivamente parole maschili. Va evidenziato però che dal XIII al XV secolo alcune donne, anche se in modo sporadico, osano farsi sentire, benché la loro voce sia coperta dal frastuono del coro degli uomini.
Come abbiamo fin qui detto, castità, modestia, umiltà, sobrietà, silenzio, custodia, sono le parole che per moltissimi anni le donne si sono sentite dire. Le hanno ascoltate dai predicatori nelle chiese, dai familiari nelle case, le hanno ritrovate nei libri che venivano scritti per loro. Questo è il modello femminile imposto nel medioevo.


catiamancini@gmail.com