Costumi Storici Donna

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“Abbigliamento” è il termine usato per designare tutto quanto serve all’essere umano per adeguare il proprio fisico alle situazioni e alle variazioni climatiche della regione in cui vive; nell’ambito della necessità, tuttavia, intervengono ulteriori fattori d’ordine estetico e di costume che determinano le mode. Le caratteristiche dell’abbigliamento dipendono dal tipo di protezione desiderato, oltre che dalle fibre e dai materiali disponibili e dalle tecniche impiegate per la loro tessitura e lavorazione. Nelle tipologie dei capi di vestiario si notano differenze legate al sesso, alla classe e ruolo sociale di chi li indossa. Tutte queste peculiarità e dinamiche hanno determinato, nel tempo e presso le diverse società, tradizioni consolidate, che nelle civiltà occidentali hanno subito profondi mutamenti nel corso dei secoli, mentre in altri paesi si sono spesso perpetuate, senza conoscere sostanziali stravolgimenti, fino al XX secolo.

Abbigliamento Medievale (Alto Medioevo)

Gli spostamenti delle popolazioni barbariche nell’Alto Medioevo ebbero senza dubbio effetti sulle abitudini dei popoli stanziati da tempo nelle diverse regioni europee, anche se nulla o quasi è rimasto a testimonianza dei cambiamenti nella vita quotidiana in fatto d’abbigliamento. Si deve ai germanici l’introduzione dei pantaloni presso i romani; dal canto loro, Visigoti e ostrogoti adottarono capi romani, come avevano fatto galli e bretoni prima di loro.

Fu solo dopo l’affermazione dei Carolingi e l’incoronazione di Carlo Magno, nell’800, che uno stile di vestiario relativamente uniforme sembrò imporsi in Europa. L’imperatore indossava nelle occasioni ufficiali abiti importati probabilmente da Costantinopoli, simili a quelli dell’imperatore bizantino. La sua tenuta quotidiana, descritta dai contemporanei, constava invece di una sottotunica, di una tunica orlata di seta colorata e di brache o pantaloni al ginocchio. Indossava inoltre un mantello fermato sulla spalla, foderato di pelliccia nella versione invernale, e un cappello di stoffa.

L’iconografia dell’epoca mostra altri monarchi europei vestiti allo stesso modo. Le cortigiane indossavano una sottotunica, coperta da una tunica trattenuta da una cintura e con collo, maniche e orlo ricamati. Portavano inoltre un mantello e nascondevano i capelli sotto un velo. I popolani utilizzavano il cappuccio, un copricapo che risale, come foggia, all’età del Bronzo.



Abbigliamento Medievale (Basso Medioevo)

Le crociate e le invasioni moresche in Spagna e nella Francia sud-occidentale ebbero profonde ripercussioni nel modo di vestirsi in questi paesi. I crociati portarono con sé nuovi tessuti e introdussero stili esotici. Dall’Oriente giunsero la seta, il damasco, il velluto dai colori vivaci e con trama operata. Le brache sostituirono i pantaloni e gli abiti si arricchirono di gioielli, ricami e rifiniture di pelliccia.

Distinzione tra abbigliamento maschile e femminile

Abbigliamento maschile

Più in particolare, gli uomini indossavano ora calzamaglia e brache. La lunghezza variabile delle une rispetto alle altre rende ai nostri occhi difficoltosa la percezione della differenza fra i due capi; inoltre, nel Basso Medioevo le calzamaglie diventarono così lunghe da far scomparire quasi del tutto le brache. Fino all’avvento della maglieria, praticamente sconosciuta nel Medioevo, le calzamaglie erano fatte di stoffa di lino o lana ed erano tagliate in modo da risultare aderenti. Nel XII secolo le calzamaglie arrivavano fino a metà coscia e coprivano le brache corte o mutandoni. In precedenza le brache arrivavano fin sotto il ginocchio, più strette se indossate da nobili e aristocratici, più larghe se portate da popolani e contadini.

All’inizio del XII secolo gli abiti maschili si allungarono e alla tunica superiore si sostituì il bliaut, importato dall’Oriente. Tutto, comprese le maniche, era ampio e lungo fino a sfiorare il suolo. A partire dalla fine dell’XI secolo e fino a tutto il XII secolo si avvicendarono vari stili con notevoli variazioni in fatto di lunghezza, ampiezza e ricchezza degli ornamenti.

Nel Trecento la tunica si fece più stretta, si accorciò e diventò più aderente, iniziando a trasformarsi nella cosiddetta doppia. Sopra si portava la cotehardie, la vecchia tunica esterna, ora dotata di un colletto. Si affermò la palandrana, soprabito di foggia lunga e larga, dalle maniche svasate, indossata fino alla fine del secolo e usata poi fino al Cinquecento dai professionisti e dalle persone anziane. La doppia rimase un capo dell’abbigliamento maschile per tutto il XVII secolo in forme diverse, diventando attillata e spesso trapuntata.

Abbigliamento femminile

Anche le donne adottarono il bliaut, oltre al soprabito orientale con maniche lunghe e larghe. Il bliaut, realizzato spesso con stoffe preziose, leggermente arricciate o pieghettate, era lungo, ampio e dotato di strascico, esattamente come quello maschile. Nel Medioevo iniziò a diffondersi una forma primitiva di corsetto che sottolineava la figura femminile. Le caviglie delle donne non dovevano mai essere esposte agli sguardi: la gonna toccava terra e veniva raccolta davanti per consentire di camminare, costringendo la donna ad assumere una posizione eretta con il busto leggermente arretrato. Tale postura di tono aristocratico venne sottolineata, nel secolo successivo, da veli impalpabili che, partendo dalla sommità del capo, scendevano a strascico fino al suolo.

Fino al XV secolo, gli abiti femminili avevano maniche e vita molto attillate. Sopra il vestito le donne indossavano la cotehardie e una specie di pianeta. I capelli erano nascosti da un soggolo di stoffa avvolto sulla testa e intorno al collo. In caso di freddo e nelle grandi occasioni, si indossava un mantello pesante e ampio che copriva anche la testa. Caduto in disuso il soggolo, si alternarono cappelli e cuffie di varie fogge.

Nel XV secolo il taglio e l’imbottitura sia degli abiti femminili sia di quelli maschili si fecero più elaborati. Nuovi e più complessi sistemi di tessitura iniziarono a fornire nuove stoffe e materiali.



Differenze nell’abbigliamento in base alla condizione sociale

Anche la condizione sociale aveva un ruolo rilevante sull’abbigliamento. Nette differenze si possono notare analizzando il vestiario tipico, in base al grado sociale:

Contadini

I contadini indossavano abiti realizzati con lana o lino grezzi filati in casa, così da risultare molto comodi per lavorare.

I vestiti dovevano durare anni, poi venivano disfatti per fare abiti ai bambini o in alcuni casi venivano regalati ai mendicanti.

Nobili

La donna nobile si vestiva con un cappello con velo, per questo portavano i capelli raccolti in una rete dorata. il corpetto veniva indossato ed era modellato con rinforzi, in quanto esse avevano prettamente la vita stretta. Le gonne venivano portate assai ampie e molto ricamate; le loro scollature erano basse.

Per quanto riguarda i nobili di sesso maschile, portavano cappelli con foggia (lunga coda), i loro capelli erano accuratamente tagliati ed il loro viso era rasato. Portavano inoltre un farsetto molto corto; sulle gambe indossavano una calzamaglia aderente di un tessuto tagliato di traverso. Come calzari portavano scarpe a punta.

Prelati

Occorre fare una distinzione, quando si parla di persone religiose. Sacerdoti, monaci e suore che scelto di dedicare la loro vita alla Chiesa, indossavano abiti che indicano la loro condizione particolare. Essi indossavano semplici tonache nere, bianche o marroni. Gli alti prelati, come i vescovi, portavano magnifiche vesti, adornate da pietre preziose. Questo atteggiamento, che indicava la grande ricchezza della Chiesa, venne molto contestato da ordini diversi, come i francescani, che predicavano la povertà del clero, che doveva vivere sotto somiglianza di Gesù Cristo.

La produzione di tessuti

Innanzitutto, i tessitori si recavano a prendere una pecora per tosarla, scartando tutti i pezzetti contenenti parassiti ed eliminavano (se necessario) eventuali ramoscelli e sassolini. Per distaccare la lana usavano spazzole dure fatte con i cardi dei lanaioli. Questa operazione è detta CARDATURA O PETTINATURA. Successivamente mettevano la lana su una roccia per essiccare. Lavorarla era semplice e lo si faceva manualmente prendendo delle fibre di lana e le arrotolandole tra il pollice e le altre dita, fino a ricavarne un filo.

Alcune città disponevano di un filatoio, che velocizzava il lavoro, ma erano casi molto rari in questi anni.

Spesso era usato un telaio verticale, ma esso era molto costoso e le persone che avevano le capacità economiche di acquistarne uno erano pochissime.

.I vestiti venivano cuciti interamente a mano; per farne uno occorrevano molti giorni e questo li rendeva molto costosi. Per questo le classi più basse della società erano solite ad utilizzare abiti realizzati in casa.

Mode del tempo

Data la scarsità di indumenti originali anteriori al XVI secolo conservatisi fino a oggi, solo i manoscritti o la pittura ci possono mostrare come si vestiva l’uomo medievale .Fortunatamente le raffigurazioni che possediamo sono abbastanza dettagliate da rivelarci con precisione la moda del tempo. L’Europa era al culmine del feudalesimo e i privilegi e il potere dell’aristocrazia si riflettevano nello stile degli abiti di corte, ricchi di strascichi e di elaborate acconciature per le donne, e di corte tuniche dalle ampie maniche e lunghe scarpe a punta per gli uomini. I contadini ,invece ,filavano e tessevano i propri abiti con disegni molto colorati. I mercanti inglesi e francesi ,i crociati i pellegrini e gli studiosi fecero circolare in tutta Europa le pregiate stoffe italiane nonché stoffe e tessuti proveniente dall’Estremo Oriente, dalla Spagna, dalla Turchia e dalla Mongolia.

I calzari

Le scarpe a punta avevano lunghezze che raggiungevano a volte i 46 cm, le scarpe maschili potevano essere ancora più appuntite di queste; le punte venivano imbottite di muschi per mantenere la forma.

Questo genere di calzari erano considerati, dagli ecclesiastici e dal corpo della chiesa, opera del demonio.

Esse erano caratterizzate da scollature anteriore, e da foglie decorate, ottenute raschiando la superficie della pelle, perché le scarpe di questo periodo (XIV) erano fatte di questo materiale.

Le pettinature

Le acconciature potevano variare dalla classe sociale, e dalla personalità della persona che le porta dato che era solito pensare che rispecchiasse la sua personalità. Potevano essere arrotolate con imbottiture e retine per capelli, raccolti sulle tempie, oppure come corna coperte da un velo; queste appena elencate sono tra le più elaborate.

Una tra le più portate fu la conciatura cono che era molto diffusa in Francia, ma ancora più elaborata era l’acconciatura a farfalla che consisteva in una struttura in filo di ferro colorato che rappresentava una farfalla coperta da un velo.

A partire dal XII secolo, ma specialmente nella seconda metà del XIV, le donne dividevano i capelli sul capo lasciandoli cadere sulle spalle arrotolati o intrecciati. Spesso la lunghezza dei capelli raggiungevano le ginocchia e comunque per aumentarla, si usavano anche i TOUPET.

Alcune volte i capelli della donna venivano raccolti con un velo bianco di lino o seta, fissato sopra le orecchie.

http://trucheck.it/storia/32666-abbigliamento-medievale.html